Cosa sia fondamentalmente un Sunlight Readable Display e cosa significhi l'unità Nit lo spiega l'articolo introduttivo Sunlight Readable Display. Questo articolo prosegue da lì e risponde alle domande decisive per la scelta concreta di un dispositivo: quanta luminosità serve effettivamente per quale luogo d'impiego? Perché un valore di Nit elevato da solo non basta se il display non è antiriflesso? Che ruolo giocano i filtri polarizzatori e il bonding ottico oltre alla pura luminosità? E quanto costa in autonomia della batteria la luminosità aggiuntiva? Tutti i dati sui valori di luminosità provengono dalle tabelle comparative, dalle pagine prodotto e dalle pagine di settore di RobustBook.
La luminosità del display non è un valore da massimizzare senza criterio. Quanti Nits servono a uno schermo dipende da dove e come viene utilizzato. I monitor da ufficio tradizionali e i display standard dei notebook si collocano, secondo l'articolo introduttivo Sunlight Readable Display, tra 250 e 450 Nits di luminosità – sufficienti per ambienti interni con illuminazione normale o attenuata, ma non per l'irraggiamento solare diretto.
Nella gamma RobustBook si nota una netta gradazione, a seconda di quanto un dispositivo venga effettivamente utilizzato all'aperto:
La regola pratica che emerge da questi valori: chi utilizza un dispositivo prevalentemente in ambienti interni o all'ombra si accontenta della luminosità standard. Chi lavora regolarmente, ma non in modo continuativo, all'aperto è ben servito da un display nella fascia tra 500 e 700 Nits. Chi invece deve lavorare tutto il giorno in condizioni di irraggiamento solare diretto – in cantiere, nella forza vendita esterna, in agricoltura – dovrebbe puntare su un display con 1000 Nits o più.
Una panoramica completa con tutti i dati tecnici è offerta dalla tabella comparativa Laptop e dalla tabella comparativa Tablet. I valori lì riportati in sintesi:
Nella scelta conviene dare un'occhiata alla rispettiva pagina prodotto, poiché la luminosità del display viene di norma indicata come configurazione opzionale e non come dotazione di serie fissa – fatta eccezione per il Durabook Z14I, dove il display leggibile al sole fa parte della dotazione standard.
Un valore di Nit elevato da solo risolve solo una parte del problema. La luce solare che colpisce direttamente un display viene riflessa dalla superficie lucida di vetro o plastica – e questo riflesso si sovrappone al contenuto vero e proprio dell'immagine come uno specchio. Più liscia e lucida è la superficie, più forte è questo effetto, indipendentemente da quanti Nits fornisca la retroilluminazione.
Un trattamento antiriflesso interviene esattamente qui: modifica la struttura superficiale o il rivestimento del display in modo che la luce incidente venga diffusa invece che riflessa in modo direzionale. Ciò evita la formazione di un'immagine speculare nitida del sole o di una fonte di luce sullo schermo, sostituendola con uno schiarimento diffuso e nettamente più debole della superficie. Il Fieldbook P80 unisce direttamente questo approccio a un'elevata luminosità del display: secondo la pagina prodotto, possiede un display IPS da 8 pollici con 700 Nits, protetto da vetro industriale temperato e dotato inoltre di un trattamento antiriflesso. Anche nei modelli Fieldbook N101 e N80 G2, la rispettiva pagina prodotto indica un vetro industriale termotemperato o temperato come protezione del display.
L'effetto di luminosità e antiriflesso è quindi complementare: la luminosità aumenta la luminanza assoluta del contenuto rappresentato, l'antiriflesso riduce la quantità di luce riflessa disturbante che si sovrappone a tale contenuto. Entrambe le misure insieme offrono una leggibilità nettamente migliore rispetto a una delle due misure da sola.
Il motivo risiede nel rapporto di contrasto, non nella luminosità assoluta. Un display genera contrasti emettendo più luce in alcuni pixel rispetto ad altri. La luce solare riflessa, tuttavia, si distribuisce in modo uniforme su tutta la superficie dello schermo e innalza quindi le aree scure dell'immagine tanto quanto quelle chiare – la differenza tra le due diminuisce, il contrasto cala. Su un display lucido non trattato, un forte riflesso causato dalla luce solare diretta può amplificare questo effetto al punto che anche un display con un valore di Nit elevato diventa in parte illeggibile, non appena la direzione dello sguardo coincide con l'angolo di riflessione della fonte di luce.
Per questo un valore di Nit elevato da solo non è sufficiente come criterio d'acquisto per l'impiego esterno continuativo. Un display con luminosità inferiore, ma un trattamento antiriflesso efficace, può risultare meglio leggibile in determinate angolazioni di luce rispetto a un display nettamente più luminoso ma non trattato. Nella pratica, i dispositivi della gamma RobustBook progettati per l'impiego esterno continuativo combinano quindi entrambe le caratteristiche – elevata luminosità e un trattamento superficiale corrispondente, ovvero un vetro di copertura temperato e antiriflesso – invece di affidarsi esclusivamente al valore di Nit.
Oltre a luminosità e rivestimento antiriflesso, esistono nella tecnologia display fondamentalmente altri due approcci con cui la leggibilità sotto la luce solare può essere ulteriormente migliorata. Un filtro polarizzatore circolare lascia passare solo la luce con un determinato piano di oscillazione e blocca parte della luce ambientale diffusa prima che raggiunga la superficie di visualizzazione vera e propria – questo rende l'immagine più contrastata, ma a scapito di una parte della luminosità del display, poiché anche una parte della luce utile viene trattenuta dal filtro. Il bonding ottico, a sua volta, indica l'incollaggio diretto del vetro di copertura con il livello di visualizzazione, eliminando l'intercapedine d'aria che è tipicamente presente nei vetri di protezione semplicemente sovrapposti. Questa intercapedine d'aria è una superficie di interfaccia aggiuntiva su cui la luce può essere riflessa; se viene eliminata, diminuisce il numero di livelli di riflessione e quindi tendenzialmente anche l'effetto abbagliante.
Per la gamma RobustBook non sono disponibili indicazioni specifiche e documentate su queste due tecnologie – i paragrafi precedenti descrivono quindi il funzionamento generale, non una dotazione concreta di un determinato modello. Chi vuole sapere se un determinato dispositivo utilizza una di queste tecnologie dovrebbe consultare i dati tecnici della rispettiva pagina prodotto o rivolgersi direttamente al reparto vendite.
La retroilluminazione di un display è tra i componenti con il maggior fabbisogno energetico in un dispositivo mobile. Se la luminosità viene aumentata, aumenta fondamentalmente anche il consumo di corrente della retroilluminazione – una relazione fisica valida indipendentemente dal produttore del dispositivo. Quanto questo influisca nel singolo caso sull'autonomia effettiva della batteria dipende dal carico complessivo del sistema, dalla tecnologia display utilizzata e dalle impostazioni, e non può essere quantificato in modo generico in percentuale.
La tabella comparativa Laptop indica per le batterie principali degli attuali laptop Durabook autonomie tra 10 e 13 ore. Chi lavora regolarmente all'aperto con un'elevata luminosità del display e necessita di un tempo di utilizzo continuativo il più lungo possibile trova nella stessa tabella opzioni aggiuntive pensate proprio per questo scenario: una seconda batteria opzionale con un'autonomia propria da 9 a 10 ore, nonché una batteria ponte opzionale, che secondo la tabella comparativa consente una sostituzione della batteria durante il funzionamento entro 5 minuti, senza dover spegnere il dispositivo. Anche sul Durabook S15 si segnala la possibilità di una batteria ponte opzionale per una sostituzione senza interruzioni. Per gli utenti che utilizzano permanentemente all'aperto un display particolarmente luminoso, la disponibilità di una batteria sostituibile è quindi spesso più rilevante del numero esatto di ore riportato nella scheda tecnica, perché il tempo di utilizzo può così essere praticamente prolungato a piacimento, indipendentemente dal fabbisogno energetico effettivo del display.
Per la scelta di un laptop o tablet rugged conviene quindi una valutazione su tre livelli, invece di un unico sguardo al valore di Nit:
Questi tre criteri integrano il puro valore in Nits, spiegato nell'articolo introduttivo Sunlight Readable Display, con i fattori pratici che decidono sulla leggibilità effettiva nel luogo d'impiego concreto.
Nella gamma RobustBook il valore di riferimento per un display leggibile al sole è di 1000 Nits, in alcuni casi fino a 1200 Nits. Valori tra 500 e 700 Nits sono documentati per l'impiego esterno occasionale o alternato. Quale valore sia adatto nel singolo caso dipende dalla frequenza e dalla durata effettive dell'irraggiamento solare diretto.
Non in modo affidabile. Senza antiriflesso, la luce solare riflessa può ridurre il contrasto al punto che anche un display molto luminoso diventa difficile da leggere a determinate angolazioni. Decisiva è la combinazione tra luminosità e un trattamento che riduca i riflessi.
Secondo le tabelle comparative, il display leggibile al sole è incluso di serie sul Durabook Z14I nonché sui tablet Durabook R8 e R10. Sui restanti modelli è disponibile come opzione.
Una maggiore luminosità del display aumenta fondamentalmente il fabbisogno energetico della retroilluminazione. Un valore percentuale generico, valido per tutti i dispositivi, non può essere indicato. Chi, nonostante l'elevata luminosità, necessita di un tempo di utilizzo continuativo prolungato può ricorrere, su diversi laptop Durabook, a una seconda batteria opzionale o a una batteria ponte per la sostituzione durante il funzionamento.
Un display leggibile al sole nasce dall'interazione di più caratteristiche, non da un singolo parametro. La luminosità del display in Nits determina quanta luce lo schermo può generare attivamente; nella gamma RobustBook varia da 500 Nits per l'impiego esterno occasionale fino a 1000 o 1200 Nits per l'impiego continuativo con irraggiamento solare diretto. Un trattamento antiriflesso e un vetro di copertura temperato – come documentato per il Fieldbook P80 – riducono inoltre la quantità di luce riflessa disturbante e migliorano così il contrasto, indipendentemente dalla pura luminosità. Filtro polarizzatore e bonding ottico sono altri due approcci generalmente noti nella tecnologia display, per i quali però nell'attuale gamma RobustBook non sono documentate indicazioni specifiche. Chi sceglie un dispositivo per l'impiego esterno continuativo dovrebbe quindi prestare attenzione, oltre al valore di Nit, anche all'antiriflesso e – in caso di uso intensivo – alla disponibilità di una batteria sostituibile. Una panoramica completa di tutti i valori è offerta dalla tabella comparativa Laptop e dalla tabella comparativa Tablet.

Per domande sulla luminosità del display più adatta al vostro ambito d'impiego concreto, il team RobustBook è a disposizione per assistervi nella scelta del modello adeguato.